Ti amo o qualcosa del genere: Sentimenti, Catastrofi e Mille Risate

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Il Teatro Dehon di Bologna offre al suo pubblico Ti amo o qualcosa del genere, una di quelle commedie a cui ci si approccia con una certa pruriginosa curiosità e la cui visione regala un umore che volge al sereno andante ed un sorriso tra l’ebete e l’incredulo, ma decisamente compiaciuto. Lo stesso sorriso che ci ha accompagnato per le oltre due ore di spettacolo e che è rimasto con noi per tutta la notte successiva.

Fra i tetti di una città immersa nel buio, su una suggestiva terrazza rétro, una tavola è apparecchiata per due: le candele sono accese, la luna e le stelle sono particolarmente luminose e le stesse zanzare si sono tenute alla larga per non rovinare quella che si prospetta come la più romantica delle cenette. Ma, a sorpresa, si presenta il classico terzo incomodo, l’amica di lui, e più tardi, a peggiorare la situazione, anche il fidanzato di lei! Parte da qui un’incredibile girandola di situazioni, equivoci, colpi di scena e quant’altro serve per tenere incollati alle poltrone i numerosi spettatori.

Roberto Ciufoli e Francesca Nunzi

Si parla di amore, di amicizia, di omosessualità, di verità e di bugie, di sotterfugi e inganni, diffondendo a iosa dubbi, interrogativi e false certezze. Chi è gay? Chi etero? Diego è innamorato di Francesca o di Gaia? E Gaia ama Diego o preferisce quell’altro, Walter? Ma scusate, non c’era un gay? Anzi due? Il quesito è uno solo, o forse sono tanti? Qual è la vera morale di fondo? Ovvio! In amore, come in guerra, tutto è lecito!

In un rapporto è opportuno essere sempre sinceri? O magari ci si possono concedere piccole bugie, magari quelle dette a fin di bene? Ed in questo caso allora sono da considerarsi del tutto innocenti o sono comunque dei piccoli tradimenti? Le risposte sono tante e non certo inequivocabili. Di certo bisogna ricorrere a tanti piccoli escamotage per cercare di tenere in vita ed alimentare un sentimento profondo ed importante quale l’amore, sempre sottoposto alle infinite insidie della vita quotidiana!

Diego Ruiz

I quattro protagonisti della vicenda danno vita ad un caleidoscopio di situazioni in cui equivoci e fraintendimenti al limite dell’impossibile creano un groviglio quasi inestricabile di bugie e mezze verità. Si ride senza soluzione di continuità perché le battute si succedono a ritmo vertiginoso, alimentate dalla smemorata Francesca che, quando si rivolge agli altri, li chiama sempre con nomi diversi, mai facendolo in modo fine a sé stesso ma per alimentare all’istante una freddura che strappa sorrisi ed applausi.

Le situazioni imbarazzanti, che sconfinano a volte nel grottesco, a volte nell’ironia estrema, generano quasi inevitabilmente gag esilaranti che gradualmente fanno sì che tutti i nodi vengano al pettine permettendo all’amore di trionfare su tutto… o almeno così sembra.

La commedia di Diego Ruiz conquista ed affascina, coinvolge e fa riflettere con le sue appassionanti ed ironiche ricerche sulla qualità dei rapporti di coppia, visti attraverso la lente deformante dell’amicizia. Ed il tema di fondo è proprio quello del confine tra amore e amicizia, che talvolta è talmente sottile che, a varcarlo, si finisce per ingenerare conseguenze spesso del tutto imprevedibili.

Questo a maggior ragione quando i soggetti sono un uomo ed una donna e l’eterno dilemma se ci può mai essere vera amicizia tra maschi e femmine torna quanto mai d’attualità. Del resto può capitare a volte che, più o meno involontariamente, si mettano i bastoni tra le ruote alla storia d’amore di un amico. Se poi il tuo migliore amico in realtà è un’amica, il pericolo è quanto mai reale.

Francesca Nunzi e Diego Ruiz

La pièce, che ha debuttato la prima volta nel 2007 con enorme successo, conquistando migliaia di spettatori romani, nella sua nuova veste, riveduta e corretta, assai diverte e molto sorprende, non concedendo un solo attimo di pausa e coinvolgendo in modo totale la platea.

Bravissimi i quattro protagonisti, Roberto Ciufoli, Tiziana Foschi, Diego Ruiz e Francesca Nunzi, beniamini applauditissimi di una storia che conquista a tal punto che più volte gli stessi attori in scena hanno dovuto fermarsi un attimo, incapaci di trattenere le incontrollabili risate generate dalle battute e dalle esilaranti situazioni proposte.

Inevitabili alla fine gli applausi a scena aperta per uno spettacolo che testimonia ancora una volta quanto il teatro sappia emozionare e conquistare dimostrandosi la forma d’arte più diretta, genuina e spontanea.