Lo scorso 29 gennaio 2017 LAND – La Nuova Dogana ha ospitato Terra Risuona, concerto spettacolo che, traendo spunto dalla festa di Sant’Agata che ha avuto il suo clou il 5 febbraio, ha omaggiato in musica la città di Catania e tanti artisti siciliani che hanno fatto fortuna a livello nazionale.

Locandina di Terra Risuona (29-01-2017)

A questo proposito è bene evidenziare che la sede di LAND – La Nuova Dogana, da piccolo centro commerciale che spesso e volentieri ospitava stand e banchetti di mostre vintage, è stata di recente trasformata in un luogo adatto alla fruizione di musica dal vivo, magari non grandissimo (i posti a sedere non sembrano più di duecento) ma con un’ottima acustica, circostanza che lo rende perfetto per ospitare quella musica di qualità che normalmente non attira le masse; inoltre, per coloro che, invece, preferiscono dare un’occhiata non troppo attenta al concerto mentre bevono un drink e scambiano due parole con gli amici, ci sono comunque ampi spazi laterali dai quali si può comunque godere dell’evento di turno senza particolari problemi.

I protagonisti di Terra Risuona sono quasi tutti catanesi. Una voce fuori campo ha introdotto con poesie alcuni artisti, ma in generale il concerto non prevedeva la figura di un presentatore. La prima a salire sul palco è Agata Lo Certo, cantautrice attiva sin dal 2001 che ha pubblicato un album per la Due Parole, etichetta discografica di Carmen Consoli. Agata si presenta in duo acustico col chitarrista Salvo Di Stefano e regala al pubblico un repertorio di brani cantati sia in italiano che in dialetto catanese. Da segnalare un momento di forte commozione quando annuncia che questa è la sua prima esibizione dopo un periodo di inattività dovuto alla sua recente maternità.

The Niro, al secolo Davide Combusti, è il secondo artista a salire sul palco. Il cantautore romano, che ha inciso tre album in inglese (The Niro, Best Wishes e The Ship) e uno in italiano (1969), rappresenta l’eccezione della serata. Si tratta, infatti, dell’unico non nato da queste parti, anche se il suo legame con la Sicilia è sia personale (più volte ha dichiarato di sentirsi siciliano d’adozione e di voler acquistare un’abitazione alle pendici dell’Etna) che professionale: ha suonato nel 2010 al tributo per Francesco Virlinzi, diventando da quel momento amico intimo della famiglia Virlinzi, ha inciso The Ship proprio a Catania per la ViceVersa Records e a ogni tour viene sempre a fare almeno un paio di tappe in questa bellissima terra.

Terra Risuona – The Niro – Foto di Andrea Grasso

The Niro si esibisce, come spesso capita, da solo con la sua fedele chitarra, che però lo “tradisce” a metà di In My Memory (in realtà un problema tecnico che la scollega dall’amplificatore), dandoci modo di apprezzare ancora di più la sua voce cristallina con la quale continua il brano a cappella. Nella scaletta inserisce tre canzoni nuove tratte dal suo prossimo album a breve in uscita: due in lingua inglese, Cara e Not at All, e una in italiano, Un mondo perfetto.

Segue un intermezzo non musicale in cui il pubblico viene sensibilizzato sul problema dei bambini autistici grazie all’associazione La Casa di Toti, che porta avanti un’iniziativa concreta che mira a dare vita ad una comunità / albergo etico per ragazzi “speciali” con disabilità diverse, ma capaci di accogliere turisti assistiti da tutor. A raccontare questa avventura è proprio la sua ideatrice, Muni Sigona, mamma del dolcissimo Toti.

Subito dopo arriva uno dei mattatori della serata, Fabio Abate, cantautore che ha stretto un forte legame con la sua concittadina Carmen Consoli, scrivendo per lei e pubblicando per la Narciso Records l’album Itinerario precario. Presentatosi per l’occasione con la sua band al completo, Fabio, autore di testi in italiano, anche se non privi di inflessioni dialettali, ironicamente canta dei precari, prende un po’ in giro la religione e sfoga anche la rabbia collettiva col suo ultimo singolo intitolato Mavafanculu.

Terra Risuona – Loredana Marino e Fabio Abate – Foto di Andrea Grasso

È nel suo set che inizia la commistione tra musica e arte, in quanto durante i suoi pezzi Il siero del twist e Come ti vorrei si esibisce la marionetta danzante manovrata da Marco Napoli, della storica famiglia catanese attiva da generazioni nel tradizionale teatro dei pupi. Inoltre, nel corso dell’esecuzione di Agatina si inserisce una lunga gag comica inscenata da Loredana Marino.

Finito il lungo set, la band non va via e Fabio Abate (che da qui in avanti suona la chitarra ritmica) introduce, tra l’entusiasmo dei presenti, Gerardina Trovato. La Trovato, qui alla sua prima apparizione live dopo un lungo periodo di silenzio, ripropone i suoi grandi successi (Ma non ho più la mia città, Piccoli già grandi, Sognare, sognare, Vivere, Gechi e vampiri) e il nuovo singolo Energia diretta. L’emozione da parte della Trovato è palpabile, ed è probabilmente la causa di qualche piccolo fuori sincrono con il gruppo di Abate, ma il pubblico la acclama a gran voce e lei promette ai catanesi che molto presto tornerà per un concerto vero e proprio.

Terra Risuona – Lautari e Rita Botto – Foto di Andrea Grasso

Terra Risuona continua poi con i Lautari, band attiva da oltre venti anni che coniuga la tradizione siciliana popolare a sonorità etniche tipiche di altre zone; gli strumenti suonati sono principalmente quelli tradizionali, come il contrabbasso, la fisarmonica e le percussioni “povere”. Per circa metà del loro set, inoltre, ospitano alla voce solista Rita Botto, attrice che solo dopo anni di carriera si è scoperta anche cantante, ovviamente dialettale; tra i brani proposti da questo connubio, Canto di la curuna, Lu matrimonio e La malmaritata.

Il concerto sembra finito con l’esibizione dei Lautari, visto che la prevista pianista Marianna Cappellani ha dato forfait (non ci viene spiegato il motivo). Stiamo quasi per andarcene quando a sorpresa gli artisti ritornano sul palco per un finale collettivo sotto il segno di quella Malarazza che Domenico Modugno aveva composto partendo da una poesia siciliana scritta nel 1857 da Lionardo Vigo. La cosa è a quanto pare almeno in parte improvvisata (considerate che, ad esempio, The Niro ci ha confessato di non saperne nulla), ma poco importa! Il ritornello incessante e liberatorio del brano (Tu ti lamenti, ma che ti lamenti?) coinvolge tutti e regala le ultime emozioni di una serata riuscita sotto tutti i punti di vista.

Terra Risuona – Lautari – Foto di Andrea Grasso