Il signore della guerra di Bernard Cornwell: Uhtred Ritrova il suo Passato

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Il signore della guerra (Longanesi / TEA – traduzione di Donatella Cerutti Pini), quinto episodio della serie che Bernard Cornwell dedica ai Sassoni e ai loro re, è un nuovo sofferto passaggio che influenzerà drammaticamente l’esistenza dell’eroe della saga, Uhtred.

Copertina del romanzo Il signore della guerra (TEA, 2011)

Re Alfredo, nel corso degli anni, ha tentato in tutti i modi di difendere e consolidare il suo potere cercando di ispirare il suo erede Edoardo e di usare il proprio genero, nonché signore della Mercia, Æthelred. Quando un nuovo terribile pericolo minaccia il Regno del Wessex, il sovrano deve però richiamare il suo più valoroso condottiero, Uhtred di Bebbanburg, mal sopportato dai suoi fidati vescovi e preti in quanto pagano e ribelle. Uhtred, ancora una volta, grazie al suo acume tattico e ad una ferrea determinazione, riorganizza le truppe del Wessex e della Mercia e sbaraglia Harald Chioma di Sangue ed il suo grande esercito presso Fearnhamme.

Nel contempo Alfredo riuscirà a convincere anche Haesten, un altro dei suoi grandi nemici, a stilare un trattato di pace e a convertirsi al cristianesimo. Ma proprio in occasione del banchetto per festeggiare l’evento il monaco Godwin, manovrato dal Vescovo Asser, nemico di Uhtred, indica come incarnazione della somma meretrice, e portatrice di sventura, Gisela, moglie di Uhtred, morta di parto con il figlioletto poco tempo prima, precisando che il suo spirito maligno si è reincarnato in Skade, strega pagana ed attuale serva ed amante del condottiero.

Le cose precipitano, Uhtred uccide il monaco ed è costretto alla fuga. Privato da Alfredo di tutti i suoi titoli e terre, ridotto al rango di fuorilegge, si impossessa di una nave e compie una serie di razzie che lo porteranno infine a ricongiungersi con Ragnar. La comparsa di un altro suo vecchio sodale, il prete Pyrlig, latore di un messaggio di Æthelflaed, figlia di Alfredo e moglie di suo cugino, spariglierà però ancora una volta le carte.

Cornwell, con la sua prosa scorrevole e suggestiva, senza cadute di toni e forzature, ci prende nuovamente per mano e ci fa precipitare nell’Inghilterra del IX secolo, tra cristiani e pagani che si combattono ferocemente e senza soluzione di continuità. Uhtred è chiamato ancora una volta a confrontarsi con la propria coscienza, perennemente in bilico tra l’ordine che gli ispira Re Alfredo ed il caos che la sua formazione vichinga gli suggerirebbe, ed ogni sua decisione è pertanto sempre il frutto di un processo cognitivo ispirato in gran parte da eventi dolorosi che altri finiranno per generarne.

Bernard Cornwell

La sua amata Gisela, maledetta da Skade, l’amante di Harald, muore di parto lasciandolo nella disperazione e nel disorientamento più assoluto e rendendo quasi inesorabile la sua rovina. La sua immagine pubblica, e quell’apparente normalità cui si era uniformata la sua vita da comandante militare di Lundene, verrà difatti spazzata via in una sola, drammatica, notte. I vecchi fantasmi ritorneranno sempre più inquieti cavalcando le parole del monaco Godwin e le successive tragiche conseguenze. Uhtred diventerà così un fuorilegge e potrà nuovamente dar libero sfogo alla sua indole da combattente, senza freni e remore. Abbordare navi, razziare villaggi, seminare morte e distruzione, fare sesso con una donna bellissima ed inquietante come Skade: tutte cose che lo fanno regredire agli anni spensierati e felici della sua giovinezza.

Copertina di un’edizione in lingua originale del romanzo Il signore della guerra

Anche il ricongiungimento con il fratello adottivo Ragnar e la sua vecchia fiamma Brida, sembrano un ritorno al passato, che raggiunge il suo acme proprio con l’incontro con lo zio Ælfric, l’usurpatore della sua Bebbanburg. Ma Uhtred, che resta un individuo profondamente macerato tra libertà e obbedienza, proprio quando si convince di aver ripreso il pieno controllo sulla propria vita, e, quindi, di poter dare libero sfogo ai suoi istinti primordiali, verrà ricondotto alla ragione da Æthelflaed, la figlia di Alfredo per cui ha più che un debole. Sarà infatti per servirla (e amarla) che, ancora una volta, cambierà schieramento venendo meno alla parola data e tradendo il sangue per la ragione, o meglio ancora per il cuore.

La narrazione di Cornwell procede spedita, descrivendo situazioni, eventi e battaglie, ricostruite nei minimi dettagli, anche i più truculenti, senza mai rinunciare ad un’approfondita analisi psicologica dei protagonisti, soffermandosi sui lori dubbi, pensieri ed azioni e rendendo nostro quel mondo così lontano e violento in cui gli uomini e le donne vivevano e morivano in nome di ideali e sogni non così lontani da quelli che seguiamo oggi. Nulla sembra cambiato da allora! Religione, amore, potere e ricchezze sono sempre le cose su cui l’uomo focalizza le sue azioni e fonda il suo progresso personale e sociale.

Uhtred non è certo un uomo perfetto e, combattuto tra sentimenti ed aspirazioni contrastanti, in alcuni passaggi risulta politicamente scorretto, ma indubbiamente resta figura affascinante che il lettore non può non amare. La storia non finisce comunque qui e non ci resta dunque che prenderci una piccola pausa in attesa di affrontare il prossimo volume della saga.