Il peso dei segreti: gli Imperscrutabili Giapponesi di Aki Shimazaki

Copertina stupenda, di un bel rosa denso e capeggiata da un esemplare di tsubaki. Per il popolo italico si tratta di una bellissima camelia, il fiore protagonista de Il peso dei segreti della scrittrice nippo-canadese Aki Shimazaki, tradotto dal francese per Feltrinelli da Cinzia Poli. Un fiore che accompagna Yukiko per tutta la vita, insieme al suo terribile segreto: aver ucciso suo padre la mattina del 9 agosto 1945, poche ore prima che su Nagasaki fosse sganciata la bomba atomica che avrebbe distrutto tutto.

Copertina del romanzo Il peso dei segreti (Feltrinelli, 2016)

Un segreto taciuto come l’amore per Yukio, conosciuto da bambino e mai dimenticato. Partendo da questi presupposti l’autrice compone cinque romanzi (Tsubaki – Camelia, Hamaguri – Vongola, Tsubame – Rondine, Wasurenagusa – Nontiscordardime, Hotaru – Lucciola), romanzi che insieme danno vita al ciclo Le poids des secrets e che, apparentemente indipendenti uno dall’altro (in Canada vennero comunque pubblicati separatamente tra il 1999 e il 2004), in realtà legano tra loro tutti i personaggi, custodi di verità e segreti inconfessabili.

Con frasi brevi ma dense, vengono alla luce tutti i sentimenti che l’animo umano è capace di provare, ma l’autrice decide di tacerli ai propri protagonisti e di dare le chiavi della verità solo al lettore che si ritrova a conoscere tutti i segreti non svelati e doversi raccapezzare tra intrighi ed equivoci del destino. Le vicende dei vari capitoli si dipanano tra racconti, lettere, flashback che coprono un arco temporale vasto e offrono la possibilità di tracciare il ritratto della società giapponese di quegli anni, caratterizzata da un forte legame con la tradizione ed estremamente maschilista e conservatrice, a tratti xenofoba verso i cinesi e i coreani.

Un’opera che per lo stile così limpido e ingenuo ricorda un po’ la Yoshimoto, paragone che però regge meno quando la bravura di Aki Shimazaki si perde nel tessere i fili di una trama che risulta essere poco decisa e a tratti irreale, come i personaggi. Una lettura quasi leggera, consigliata ad un pubblico principalmente femminile (non me ne vogliano gli uomini).