Natale in casa Cupiello: il Simbolismo Tragico nel Ritratto di Famiglia Firmato Antonio Latella

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Una commedia umana ridotta all’osso, scarnificata di qualsiasi sviluppo introspettivo, offerta al macello su pubblica piazza. Una scelta estrema che ha sullo spettatore un’onda d’urto totalmente scardinante. Un perfetto lavoro di decostruzione che sceglie di lasciare intatto il testo a discapito degli esseri senzienti che lo interpretano.

Nel Natale in casa Cupiello di Antonio Latella, andato in scena al Teatro Carignano di Torino, il realismo viene snaturato con ferocia, l’ambientazione destrutturata e i personaggi disumanizzati. Rivisitare il capolavoro di Eduardo De Filippo significa qui ridurre a un’unidimensionalità senza scampo la solitudine dei personaggi e il loro disperato tentativo di sopravvivenza. Il simbolismo è spinto all’estremo: il presepe stesso diventa allegoria mortuaria, perdendo del tutto ogni riferimento alla natività e alle speranze che essa porta con sé.

Natale in casa Cupiello – Francesco Manetti e Lino Musella – Foto di Brunella Giolivo

Quanto si può cogliere del contesto familiare e della cornice napoletana è solo il labile contorno di una tragedia domestica che vede i personaggi compiere (o meglio, subire) un processo autodistruttivo verso l’annientamento di sé. Quelli che inizialmente ci appaiono come figure stilizzate prive di identità, con una maschera sul volto che non lascia trapelare alcun dettaglio riconoscibile, progressivamente si trasformano in creature ferine, che non conoscono nessun’altra legge se non quella della natura. L’annientamento del più debole e l’istinto prevalgono sui legami familiari e vanno a sancire definitivamente l’assenza di ogni possibilità di affetti.

Francesco Manetti incarna la sofferenza del capofamiglia che tenta di riattaccare, nel giorno di Natale, i cocci di relazioni interparentali frantumate da tempo. Il suo Luca Cupiello è il capro espiatorio di colpe ataviche sedimentate nel cuore dei personaggi: la loro inattitudine a evolversi ha un immediato corrispettivo nella sua introiezione – e somatizzazione – dei mali reciprocamente causati e subiti dai vari componenti del nucleo familiare. I movimenti convulsi e i singulti con cui Manetti declama le parole di De Filippo – didascalie comprese – sono una delle più alte forme di fusione tra teatro e vita, condotta fino all’esito fatale: una trionfante natività funebre.

Natale in casa Cupiello – Foto di Brunella Giolivo

Natale in casa Cupiello

di Eduardo De Filippo

Drammaturgia di Linda Dalisi

Regia: Antonio Latella – Scene: Simone Mannino, Simona D’Amico – Costumi: Fabio Sonnino – Luci: Simone De Angelis – Musiche: Franco Visioli

con Francesco Manetti, Monica Piseddu, Lino Musella, Valentina Acca, Francesco Villano, Michelangelo Dalisi, Leandro Amato, Giuseppe Lanino, Maurizio Rippa, Annibale Pavone, Emilio Vacca, Alessandra Borgia

Produzione: Teatro di Roma

Natale in casa Cupiello – Lino Musella, Michelangelo Dalisi e Giuseppe Lanino – Foto di Brunella Giolivo