Wow! I Verdena sono Tornati!

Debora Leone 14 febbraio 2011 ascoltare, musica, primo piano 2 commenti

Dopo quattro anni di silenzio, il 18 gennaio sono tornati, finalmente, i Verdena con un doppio album che segna la definitiva svolta musicale del gruppo: Wow. Se infatti con il precedente Requiem si erano avvertiti i primi segnali della fine di un ciclo e un timido cambiamento, con quest’ultima fatica possiamo dire che, di fatto, l’inversione di tendenza è avvenuta in maniera radicale. Il trio di Bergamo fa capire di aver imboccato una nuova strada. Alberto Ferrari (cantante e chitarrista della band) parlando del nuovo “nato”, afferma: «Ci piace fare un disco ogni volta diverso, non amiamo le ripetizioni, per questo fin da quando siamo entrati in studio abbiamo cercato di fare l’opposto del lavoro precedente». Wow rappresenta l’album della piena maturità artistica dei Verdena, i quali riescono qui a liberarsi dalla ormai riduttiva etichetta di “Nirvana Italiani”, e ci regalano un’opera ricca di sonorità complesse in cui ascoltiamo la VOCE dei Verdena (più che in altri album), e una sorprendente solarità, assente nei precedenti lavori. Le ben 27 canzoni (tutte inedite) ci guidano in un viaggio “ipnotico”, in cui troviamo tracce ed influenze che toccano i Pink Floyd, i Beatles e perfino Lucio Battisti. Un primo ascolto forse non basta per capire ed apprezzare in pieno il disco; ma dal secondo ne siamo talmente affascinati, da restarne ipnotizzati.

Già dal brano d’apertura, Scegli me (Un mondo che tu non vuoi), siamo spiazzati dal suono delicato di un pianoforte che ricorda i Beatles del White Album. Ritroveremo il quartetto di Liverpool anche nella seconda parte di Wow, in particolare nell’intro di Rossella roll over, molto simile ad Ob-La-Di, Ob-La-Da. I Verdena, d’altronde, non hanno mai nascosto la loro passione per i Beatles. In Per sbaglio, invece, notevole è l’influenza dei grandi Pink Floyd. Solamente in Loniterp ritroviamo tracce dei primissimi Verdena. Razzi arpia inferno e fiamme, singolo che ha anticipato l’album e dato un’idea  del sound di Wow, rimanda al genere folk, sottolineato da un bel riff di chitarra. Le tracce numero 12 e 13 della prima parte di Wow, ovvero Sorriso in spiaggia pt. 1 e Sorriso in spiaggia pt. 2, che, con le loro melodie,  ricordano il Battisti di Anima Latina (in particolare la pt. 1). La seconda parte di Wow si apre con un brano dai suoni un po’ più duri, Attonito, ma procedendo con l’ascolto si nota come vengano seguiti i ritmi della prima parte. Nuova luce può essere considerata l’unica canzone “pop” presente nel disco. Troviamo anche un pezzo strumentale intitolato 12,5 mg, composto da Luca Ferrari (il batterista della band), che fa da apripista al finale, Lei disse (Un mondo del tutto differente), che, per l’appunto, chiude “apparentemente” l’album. Dico apparentemente, perché questo pezzo sembra ricongiungersi, sia nel testo che nel titolo, a quello d’apertura. Come riportato nel comunicato stampa della rock band, «tutto è mastodontico eppure condensato e messo definitivamente a fuoco. Un suono che oscilla fra anni ’70 e un ipotetico futuro». Wow, in definitiva, è un lavoro di grande impatto. Pur non brillando nella fase di scrittura dei testi (una costante nella storia del gruppo) che spesso e volentieri non hanno un significato vero e proprio, i Verdena con il loro sound sono una delle formazioni più originali in Italia e ci regalano uno degli album più riusciti di questo 2011 iniziato da poco. I Verdena, al momento, sono impegnati con il loro “Wow Tour 2011″ che si concluderà il 7 maggio nella città di Catania.



L'autore

  • giuseppe floriano Bonanno

    complimenti una recensione davvero interessante. Conosco poco i Verdena, ho giusto ascoltato qualche pezzo di Wow, mi pare che il sound sia davvero forte e variegato, anche se non è propriamente il mio genre, suggerisce emozioni ed atmosfere un po’ psichedeliche e trasognanti
    ciao

  • Deb

    Grazie per aver letto ed apprezzato la recensione. L’album è veramente interessante e ti consiglio, per poterlo apprezzare di più, di ascoltare qualche lavoro precedente dei Verdena. Ne vale la pena! Ciao!