Marco Truzzi: Immigrazione, Confini e Anacronistica Appartenenza Geografica

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«Da sempre la questione dei confini è stata una priorità politica, strategica e militare. All’interno dei confini si costruisce l’identità». E proprio sui confini europei hanno deciso di viaggiare il giornalista Marco Truzzi e il fotografo Ivano Di Maria, convinti di voler vedere con i propri occhi quello che sta accadendo e con la certezza che questi anni stiano segnando un’epoca.

Copertina del volume Sui confini. Europa, un viaggio sulle Frontiere (Exòrma Edizioni, 2017)

Dai loro lunghi tragitti è nato Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere, redatto da Marco Truzzi per Exòrma Edizioni (2017). L’idea iniziale era quella di raccontare, documentare e fotografare gli ex-confini tra gli Stati europei prima dell’avvento di Schengen, ma i due si sono resi conto che i loro itinerari li avrebbero portati in luoghi al limite, in frammenti di terra o di mare che se superati avrebbero condotto non solo ad un’altra nazione quanto ad un’altra vita.

Tanti e improbabili percorsi. Si parte da Melilla dove la vita viene impacchettata in grandi sacche che, in alcuni giorni della settimana, vengono trasportate “dall’altra parte” a Ventimiglia e Calais, tristemente conosciute sui TG per i numerosi migranti bloccati dalle leggi italiane e francesi e costretti a vivere tra scogli sotto lo sguardo di scherno degli abitanti del posto o, peggio, costretti ad organizzarsi in una vera e propria baraccopoli, soprannominata jungle, lontana dagli occhi degli “onesti” cittadini. Ma non si tratta però solo di luoghi dove si ammassano i poveri diavoli in fuga da guerra, povertà e fame: esistono anche dei confini più “snob” come in Nord Europa (dalla Danimarca alla Svezia) dove si percepisce tra i locali un senso di superiorità nei confronti dell’Europa e, in alcuni casi, delle nazioni confinanti. Passando per Basilea, città al centro di tre stati, l’ultimo itinerario, che dalla Ex-Jugoslavia attraversa Budapest fino a Cracovia (per poi scendere in Grecia dove la crisi ha distrutto e messo in ginocchio un paese intero), è quello che dall’autore viene definito come «un fendente tracciato nel cuore di quel “secolo breve” e tragico che è stato il Novecento», un secolo in cui la follia degli uomini ha sterminato intere popolazioni.

Per quanto l’idea del progetto possa far immaginare lo stile documentaristico, in realtà il lettore si ritroverà immerso in dei racconti nei quali la narrazione è affidata a coloro che questi confini li abitano o li vogliono superare: l’autore ha deciso di raccontare nei dettagli i percorsi, i luoghi, le facce, le conversazioni e gli intoppi che ogni singola tappa ha portato con sé, offrendoci uno spaccato reale, spesso tristemente angosciante, di quello che succede intorno a noi e che troppo spesso non vogliamo vedere.

Marco Truzzi

È un volume che sottolinea come siano ancora importanti le demarcazioni geografiche e invita a riflettere sull’odio e sul razzismo, che chi ci circonda continua a coltivare dentro di sé, senza aver imparato nulla dal passato e dalla storia.

«Forse è proprio il tempo a segnare i confini più tenaci, quelli che non si modificano col mutare delle stagioni».