Ibis Eremita: un Simbolo di Resistenza Contro le Barbarie

di -
0 199

Esistono due tipi di lettori, quelli che amano i saggi e quelli che li evitano. Io sto dalla parte di quelli che li evitano, probabilmente perché non mi sento sempre all’altezza dell’argomento trattato: con un romanzo puoi fingere, con un saggio no. Beh, mi sono dovuta ricredere dopo la lettura di Salam è tornata – la parabola ecologica di un uccello sacro nella Siria di oggi di Gianluca Serra, edito da Exòrma Edizioni.

Copertina del volume Salam è tornata (Exòrma Edizioni, 2016)

Un saggio scritto con la grazia di un romanzo e l’estro di un documentario. Un mix perfetto che accompagna il lettore in Siria, nel deserto di Palmira: era il 2000 quando l’autore, giovane biologo italiano, prende parte ad un progetto di cooperazione internazionale per la salvaguardia del deserto e delle sue specie, un progetto che diventa poi un’avventura e una battaglia per la salvaguardia dell’ultima colonia di Ibis eremita, uccello che si credeva ormai scomparso da più di settant’anni. L’autore si muove a tentoni in un paese appena uscito da una dittatura che l’aveva isolato per trent’anni, e traccia il profilo di uno stato rimasto ancorato alle sue tradizioni, imbevuto di paura verso i potenti che fingono di aver instaurato una repubblica.

Molte critiche vengono mosse sia al sistema politico: «Come sanno anche le palme da dattero di Palmira, in un regime dittatoriale i beneficiari diretti di qualsiasi cosa devono essere il regime stesso e i suoi più stretti accoliti. Il resto della popolazione deve starsene buona e al proprio posto: ovvero all’ultimo posto della scala sociale ed economica, accontentandosi delle briciole che cadono dal grande tavolo a cui il regime banchetta mai sazio»; ma non vengono risparmiati neanche i funzionari ONU a capo del progetto, gente che troppo spesso riempie di belle parole i documenti senza rendersi conto della reale situazione: «Il documento di progetto indicava e ripeteva in ogni sua parola, come un mantra, che si intendeva beneficiare le cooperative beduine e il resto della comunità locale e che si doveva cercare di promuovere la massima partecipazione delle stesse. […] Belle idee e parole. Questi documenti infatti vengono di solito redatti sulle scrivanie degli uffici di qualche capitale occidentale, spesso da sedicenti esperti che nel paese beneficiario non hanno mai messo piede, o ci sono stati magari una settimana di corsa, riportando indietro solo una caricatura del contesto sociopolitico ed economico».

Per dieci anni Gianluca Serra vive questa avventura tra l’entusiasmo della scoperta e gli incredibili ostacoli che gli si parano contro, creando una fotografia perfetta della Siria prima della guerra civile che, dal 2011 ad oggi, l’ha flagellata in ogni suo angolo. Attraverso i racconti di Hakim e Mahmoud, collaboratori siriani scelti dal biologo che fino alla fine hanno cercato di proteggere i piccoli Ibis dall’estinzione e dalla guerra a costo della loro stessa vita, assistiamo impotenti al declino dell’umanità davanti alle barbarie generate dall’uomo stesso.

Un saggio perfetto che nasconde le testimonianze e le urla di quello che succede non troppo lontano da qui.

Un gruppetto di Ibis eremita