Debora Villa: le Grottesche Disavventure di una Donna di Mezza Età

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Inserita nel cartellone della rassegna La Prima cosa bella a cura de “ilgattoblu” (con la responsabilità artistica di Gino Astorina), si è recentemente esibita (per ben dieci serate) alla Sala Hárpago di Catania l’attrice comica Debora Villa, nota in particolare per il ruolo della segretaria Patti nella sitcom Camera Cafè, ma anche per essere stata nei cast di Zelig e Colorado.

Debora Villa – Foto di Andrea Grasso

Lo spettacolo si intitola Sogno di una notte di mezza età, ed è proprio la mezza età, assieme al cambiamento delle abitudini che porta con sé, il tema ricorrente del monologo durato circa un’ora e mezzo. La 48enne attrice, infatti, racconta al pubblico le situazioni comiche quotidiane che capitano ad una donna single della sua età, magari anche non particolarmente piacente, così come lei stessa dichiara di essere, mostrando una grande autoironia: quelle da lei descritte sono situazioni di vita vissuta, di relazioni sentimentali e carnali tra i due sessi, che magari a ognuno di noi o ad un nostro conoscente potrebbero essere capitate, ovviamente filtrate e portate all’esasperazione dalla sua capacità comica.

Quasi nessuno viene risparmiato dalla tagliente ironia della Villa: dalle sue amiche, che hanno un debole per l’amante molto più giovane (le cosiddette MILF alle prese col toy boy), alle donne che al posto del compagno si accontentano di avere un cane, fino ad arrivare a quelle che vanno in discoteca e ballano ognuna secondo il proprio carattere (con dimostrazioni pratiche da parte dell’attrice). Gli uomini ovviamente non vengono risparmiati, e sono quelli di tutte le età: dai già menzionati toy boy ai signori di mezza età, fino agli anziani che sono in fila alla posta e restano per ore allo sportello a fare domande, tutto il genere maschile viene ridicolizzato dai suoi monologhi, che spesso coinvolgono e prendono bonariamente in giro anche il pubblico presente.

Quella di Debora è la forma teatrale più pura. Nessun attrezzo di scena, costume o scenografia di supporto; sul palco semplicemente lei che parla e che ogni tanto interagisce con noi spettatori per chiederci l’età o se conosciamo alcune app di nuova generazione che servono per trovare l’amante. Le freddure e le gag vengono arricchite e rese più divertenti dalla sua grandissima mimica facciale, mimica che ci regala buffissime espressioni che spesso sottolineano la paradossalità di ciò che racconta, anche se il dubbio è che molti degli aneddoti narrati siano ispirati da storie vere.

I catanesi presenti gradiscono e si divertono, ma non possiamo fare a meno di notare come forse chi applaude e ride di più sia il pubblico femminile.